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mercoledì 23 maggio 2007

Alle armi.

Dopo lungo penare è giunto il tempo della riscossa. Alle armi, miei prodi, balzate come un sol uomo, mettete assieme immagini e coraggio, masterizzate e consegnate, che il Conduttore Unico deve riflettere, considerare, selezionare, valutare cosa e cosa non pubblicare su carta. Il giorno è giunto al termine, è tempo di migrare verso lidi tipografici. Scadenza giovedì 23 Maggio. Nel frattempo è successo:
Fiorenza ed io siamo riusciti a portare i pezzi di Paola dal fotografo;
Viola ha inaugurato la sua mostra (applausi e fiori di pesco, grande mostra), presenti Fiorenza, Martha, Nero ed io;
Fiorenza e Nero hanno allestito, inaugurato e smontato una mostra (con video cimiteriale) a Lugo: un bel colpo;
Andrea ha fatto fotografare i suoi tranelli domestici;
io continuo a non trovare lavoro e a vivere di carità privata (la mia morosa mi mantiene);
Paola ha comprato carta e matite per arricchire il suo repertorio (Paola, come stai, leggi mai quello che la vodka mi suggerisce?);
GRM sta considerando di ritirarsi a vita privata (immagino) e non abbiamo più sue notizie dall’ultimo ritiro in cenobio.
Altre considerazioni. E se facessimo la mostra a Faenza nel Museo Carlo Zauli? Pro e contro, Matteo Zauli ci prenderà? Come cavoli allestiremo? Chi paga il bouffet? GRM dice che non ci sono problemi: lui ha delle ascendenze o delle aderenze o delle concomitanze con il Direttore del MCZ. Posteri: che aspettate a sentenziare?




Nero (Alessandro Neretti). Capovolgimento delle parti Ovvero Quando 1 viso mi da 1 vaso. 5m x 2m. Vasi torniti e plasticati. 2006. Premio “Monica Biserni”. 55° Premio Faenza riservato ai giovani artisti – Concorso Internazionale della Ceramica d’Arte Contemporanea:

domenica 1 aprile 2007

anar.C.CORD Il recupero del senso in arte. Di Gian Ruggero Manzoni

Primo stralcio.

“Anar.c.ord”… o, forse, “Amarcord” ? Quest’ultima è parola di felliniana memoria, in romagnolo significa “mi ricordo” (forse di quando gli artisti erano tali?), così come, sonoramente, “Anar.c.ord” può tirare in ballo l’anarchia o l’anarcotico, cioè il pensiero anarchico, quello più libero, quello più puro, quello votato all’amoroso rapporto con i propri simili e con la natura. Quello che ci conduce a un assoluto esistenziale.
Io penso che Anar.c.ord (neologismo coniato per questa nostra occasione) contenga entrambi i significati che vi ho proposto, essendo l’unione di sei artisti di ‘cuore’ (Bandini, Denicolò, Kotliarsky, Neretti-Nero, Pancino, Pachon), operanti a Faenza, in Romagna, che hanno scelto la terracotta e altri materiali poveri, legati alla tradizione, per esprimersi, per dirsi in un mondo in cui il ‘senso’ dell’esistere e del porsi sta ricercando un suo futuro, non senza difficoltà enormi. Come rispondere, secondo loro, a tale alienazione? Affrontando il gesto creativo con la serenità di chi è consapevole del proprio bagaglio poetico e lo vive fino in fondo, senza camuffamenti, senza opportunismi, senza sfoggiare l’ego, quindi credendoci, spesso dando ‘gioco’ o ironia al proprio ottimismo di vita, oppure “mettendo il dito nella piaga”, allorquando necessita, nel pieno operare per l’altro al fine di giungere a una sorta di “catarsi armonica” (rivolta ad un’ovvia palingenesi-rinascita) che non coinvolga, unicamente, la sfera del proprio essere, ma l’intero.



Nero "Orco porco!Gigante ciccione assomigli a un bidone ovvero Un applauso al premio ''scusa più incredibile per rubare del petrolio”. cm. 223x80x60. Bidone, ferro, rame, argille refrattarie. Particolare.